COMUNICATO STAMPA ADC 13 NOVEMBRE.

GIOVANI REVISORI PENALIZZATI IN LEGGE DI BILANCIO: ADC CHIEDE AL GOVERNO DI MODIFICARE LA NORMA

Il testo del DDL 2019 ( Legge di Bilancio) inviato alle camere che, a brevissimo, inizierà il suo lungo iter in Parlamento reca, all’articolo 13 comma 1 lettera f, una disposizione per ottenere il credito d’imposta attraverso la certificazione delle spese di ricerca e sviluppo sostenute dalle imprese. Questa certificazione, per le imprese che non sono obbligate per legge alla revisione legale dei conti, secondo il testo del DDL, modificando la precedente previsione normativa, deve essere rilasciata dagli iscritti alla sezione A (singoli o società) del registro dei revisori legali dei conti.

L’ADC cercherà di sensibilizzare il MeF, evidenziando che questa disposizione è dannosa per i colleghi, in particolare per i giovani colleghi che, pur avendo superato l’esame di abilitazione per l’iscrizione al registro revisori, non hanno incarichi e rimangano iscritti alla sezione B, secondo quanto previsto dall’art. 8 del D. Lgs. 39/2010. Colleghi che sono ritenuti idonei per svolgere l’attività, pagano l’iscrizione al registro dei revisori legali e continuano a formarsi anno dopo anno (ben 20 i crediti obbligatori per la revisione) nel pieno rispetto delle norme.

A un governo che ha fatto del cambiamento a favore dei giovani e della lotta ad ogni forma di privilegio il proprio stendardo chiediamo che le rendite di posizione, come questa, siano evitate. Per tale motivo chiediamo la rettifica durante l’iter parlamentare. Così come ci attendiamo che si proceda alla definizione di un limite massimo per gli incarichi di revisione. La concentrazione di incarichi in capo a pochi soggetti, oltre a rendere difficile lo svolgimento dell’incarico con la cura ed i tempi necessari, danneggia ancora una volta i giovani che hanno meno probabilità di essere destinatari di tali incarichi.

Tutto ciò contemporaneamente ad un vero e proprio attacco alla categoria da parte di soggetti, sicuramente meno qualificati, che ogni giorno propongono, con un marketing aggressivo e superficiale, di sostituire il commercialista con fantomatici esperti, tutti a buon mercato ma non obbligati alle regole ed ai principi previsti per rimanere iscritti all’albo.

In un mondo in cui al commercialista sono richieste sempre più competenze e sempre più investimenti per innovarsi e non essere solo il commercialista “tuttologo” che si occupa di numeri e di fisco, non è più accettabile ritrovarsi penalizzati pur avendo titoli, competenze e maggiori oneri e vincoli degli altri. Gli adempimenti per il rispetto della privacy, le norme antiriciclaggio, la formazione obbligatoria, il rispetto del codice deontologico comportano tempo, trasparenza, impegno, costi e molte difficoltà in più rispetto ad un generico “esperto” a buon mercato. Difendiamo quindi competenza e merito ed aiutiamo i giovani commercialisti ad affiancare le imprese nella sfida dei mercati. Non possiamo accettare che un qualsiasi escapologo partecipi al congresso mondiale di categoria (World congress of accountants di Sidney) pretendendo di indicare a noi la strada per il futuro, vendendoci tecnologia o ricette per “risparmi fiscali”, tacciabili di tentata elusione. I giovani devono essere incoraggiati a svolgere professioni regolamentate, utili alla crescita degli imprenditori e dell’economia.

La Giunta ADC