COMUNICATO STAMPA

 

4.0 una formazione per tutti e non solo per alcuni

I commercialisti rivendicano la loro dignità e rispetto per l’attività professionale

La manovra economica 2018 ha prorogato per l’anno 2019 il credito d’imposta finanziato dal Ministero dello Sviluppo Economico sulla formazione 4.0,  compresi i corsi online, con importi differenziali.

La medesima misura del MISE prevede finanziamenti anche in caso di acquisti di macchinari aggiornati alle tecnologie 4.0.

Il finanziamento per gli acquisti è allargato ai liberi professionisti, tra cui i Commercialisti, ma viene confermata la loro esclusione dal credito d’imposta sulla formazione, come per l’annualità precedente.

ADC aveva già denunciato le contraddizioni della disposizione, la quale, da un lato, incentiva i professionisti ad investire nella tecnologia utilizzata negli studi professionali e dall’altra esclude la possibilità per loro di scaricare il costo della relativa formazione.

E’ stata evidenziata l’opportunità dell’inclusione dei commercialisti e di tutti i professionisti nelle agevolazioni del MISE, riconoscendo così la complessità gestionale e la potenzialità di sviluppo degli studi professionali, al pari delle PMI.

Non vale l’obiezione che la formazione finanziata valga solo per i dipendenti aziendali e non per gli imprenditori, in quanto l’esclusione pesa sui commercialisti e sui professionisti tutti che investono sui propri dipendenti e collaboratori, penalizzando arbitrariamente una categoria di lavoratori.

Ancora una volta i professionisti devono sostenere in prima persona i costi relativi all’aggiornamento professionale proprio e del loro team.

Non può essere considerato valido neppure l’argomento del presunto scarso utilizzo delle tecnologie 4.0 negli studi professionali, altrimenti non si comprenderebbe l’inclusione dei professionisti nelle agevolazioni sugli acquisti.

La professione del Commercialista non può oggi esimersi dall’utilizzo delle smart tecnologies, soprattutto in considerazione delle richieste dei nuovi mercati che impongono procedure snelle ed efficienti e la piena collaborazione inter e intraprofessionale, anche in modalitá remota.

La nostra professione è strettamente correlata alla tecnologia, utilizzata anche per trasmettere, gratuitamente, allo Stato una moltitudine di dati e informazioni, oltre che per dialogare con i portali istituzionali nel rispetto delle scadenze del nostro lavoro.

Da una parte lo Stato ci mette a disposizione infrastrutture tecnologiche inefficienti con cui ci troviamo a combattere ogni giorno e dall’altra ci esclude da alcune agevolazioni sulla tecnologia che, soprattutto per gli studi medio piccoli, potrebbero aprire la possibilità all’implementazione della dotazione tecnologica con la conseguente apertura verso nuovi mercati e nuove collaborazioni.

In Europa, e nel mondo, sfumano i confini geografici tra luoghi di lavoro e collaboratori e viene considerata “impresa” qualsiasi attività che produca reddito, in Italia invece prevale ancora l’idea che sia unicamente l’impresa tradizionalmente intesa a poter essere considerata degna di ricevere finanziamenti sulla tecnologia e si trascurano i professionisti, tra cui i commercialisti, che producono PIL e posti di lavoro, rispetto ai quali persiste il pregiudizio che li vuole una casta ad alto reddito e a rischio di evasione.

Una visione così miope non fa male solo ai commercialisti, ma azzoppa l’intero sistema Paese, escludendo una larga parte dei lavoratori.

Chiediamo al Governo di sanare l’ennesima ingiustizia nei confronti delle professioni e di riconoscere anche ai dipendenti e collaboratori degli studi professionali la possibilità di detrarre i costi relativi alla formazione sulle tecnologie 4.0. E’ una richiesta questa con la quale i professionisti intendono rivendicare la loro dignità e il rispetto che meritano al pari delle aziende.

 

Roma, 23 gennaio 2019

Vincenzo De Maggio

Presidente ADC – Associazione Dottori Commercialisti

Marco Cuchel

Presidente ANC – Associazione Nazionale Commercialisti