COMUNICATO STAMPA ADC

ALBO CURATORI

RE-AZIONE!

All’inizio furono i CAF.
Poi il digitale dell’Italia. A pagamento.
Poi la dichiarazione pre-compilata, poi l’equipollenza dell’esame di stato per i Revisori, poi ancora la FF.EE..
Sembra la notte dei tempi.
Ma noi siamo troppo preparati per pensare alle dichiarazioni dei redditi, ai 730, alla FF.EE.. NOI ci occupiamo di crisi d’impresa. di Composizione della crisi. Di Specializzazioni.
Si? Ma davvero? Ancora?
Ma siamo davvero un’unica categoria? E siamo convinti che basti sostenere “Noi siamo i COMMERCIALISTI”, quelli competenti, quelli che si formano e studiano continuamente, quelli che rispettano la deontologia, altrimenti sono sanzionati?

E’ ora che apriamo gli occhi e ci accorgiamo che abbiamo registrato solo sconfitte, abbiamo subito come e più di ogni altra categoria professionale imposizioni e distinguo che ci sono piovuti addosso.

Abbiamo competenze definite dalla legge, ma non abbiamo esclusive. Sono stati costituiti Registri o Elenchi per svolgere attività che rientrano nelle competenze di ciascuno di noi, ma per accedervi dobbiamo frequentare corsi obbligatori e maturare crediti formativi di cui non abbiamo neppure il governo come categoria. Si è formato un albo parallelo (il Registro dei Revisori legali) per accedere al quale occorrono, per i giovani, esami e tirocini solo in parte coincidenti con il nostro percorso obbligatorio, ed alla fine il Codice Civile prevede esclusive solo per gli iscritti a questo registro, non più al nostro Albo. Ci sono elenchi per i revisori di Enti Locali, occorre formazione specifica per gli amministratori dei beni sequestrati, per i gestori della crisi, per i mediatori…e ora? Ora si parla di un albo per i curatori, attività che, con tanta gavetta ed esperienza maturata sul campo, ciascuno di noi ha competenza per svolgere. Altra formazione specifica?

Ma soprattutto, all’improvviso, compare una categoria professionale che non essendosi mai occupata di questo, se non per gli aspetti operativi che riguardano la gestione dei rapporti di lavoro, quindi spesso in ausilio ai professionisti nominati dai Tribunali, ora potrà accedere a questo Albo, senza peraltro che la materia sia oggetto della loro preparazione specifica che sottende all’esame di Stato. Quanti giudici riterranno di assegnare loro il compito di seguire procedure di crisi d’impresa non è detto saperlo, da notare anche la limitazione a procedure in cui vi siano rapporti di lavoro dipendente…che sono quelle che riguardano le imprese più strutturate e complesse, mancheranno quindi completamente della gavetta che tutti noi abbiamo fatto su procedure di dimensioni minori.

Perché questo succede? Il Presidente del Consiglio dei Ministri, nonostante il parere negativo del Ministero competente, con un interessamento inusuale verso un provvedimento di questa natura, fa un endorsement a favore di una categoria professionale, forse conoscendo i meriti dei suoi rappresentanti nazionali…….

Riteniamo INDISPENSABILE un’Assemblea plenaria e straordinaria ove vengano convocati tutti gli Iscritti agli Albi dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili.
Si, esatto! Tutti i 119.000 Commercialisti Italiani. E’ del loro futuro che si sta parlando. E’ del loro lavoro che si minano le basi per poca propensione alla gestione del bene della Categoria.
E’ necessario ascoltare i Colleghi rappresentati. Nessuno escluso. Tutti.
Non un semplice comunicato stampa. Non una mera e sterile polemica. Ma una presa di coscienza. Perché tutti sappiano chi fa e cosa fa.

La Categoria non ne può più.
In questa sede il Consiglio Nazionale dovrà riflettere sulle modalità di azione che ha adottato a difesa della categoria e rendere conto della mancanza di risultati, certo il mancato coinvolgimento forte dei sindacati nelle azioni nei confronti del governo e della politica si è dimostrata una scelta sbagliata.

Confrontarsi e coordinarsi preventivamente con i rappresentanti sindacali della categoria, sui molti temi sul tavolo della politica, comporta certamente impiego di tempo ed energie ma poi presentarsi non solo come istituzione ma anche con il forte appoggio delle rappresentanze degli interessi degli iscritti darebbe molto più peso “politico” alle iniziative a difesa degli interessi di tutti gli Iscritti all’Albo dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili.

 Il Consiglio Direttivo ADC

 Roma, 14 gennaio 2019