COMUNICATO STAMPA 26 GIUGNO 2018

Incontro ADC con il Consiglio Nazionale

LE PROPOSTE DI RIFORMA ALL’ORDINAMENTO PROFESSIONALE D.LGS. 139/2005

 

Si è  svolto oggi  a Roma l’incontro tra ADC  e i Vertici del Consiglio Nazionale rappresentati da alcuni consiglieri.  Tema dell’incontro: proposte e  osservazioni  sulla riforma del D.lgs 139/2005.

Ci auguriamo che le nostre proposte  si concretizzino in un dibattito e un confronto costruttivo, nella certezza che solo così si possa ottenere una riforma condivisa e utile ai colleghi e al Paese.

ADC  ritiene necessarie modifiche al D.lgs 139/2005 e da tempo  sono state raccolte proposte in tal senso. La “chiamata” del CNDCEC all’ascolto  è apprezzabile, ma auspichiamo che all’ascolto  faccia seguito un confronto, cosa non avvenuta oggi. Un tema così delicato ed importante per la categoria merita tempi di studio e un dibattito decisamente più ampi da quelli proposti. Chiediamo pertanto che il dibattito non si fermi all’incontro odierno e all’assemblea del prossimo quattro luglio ma prosegua sui vari tavoli e per un tempo adeguato.

L’Associazione Dottori Commercialisti ha predisposto un documento analitico, indicando, articolo per articolo, le osservazioni e le proprie proposte di modifica, in aggiunta al confronto già fatto dal CNDCEC tra il testo vigente e la sua proposta, che troverete completo sul nostro sito.

Oggetto della professione

Scelta imprescindibile per una vera riforma è adeguare l’oggetto della professione cercando di indicare in esso le nuove funzioni ed i nuovi compiti che il Dottore Commercialista è chiamato a svolgere  dal mercato e ottenere il riconoscimento e le esclusive che altre professioni hanno raggiunto. Una riforma che si limiti a modifiche della composizione della struttura verticistica e delle regole elettorali non è una vera riforma.

le funzioni di sussidiarietà svolte dai commercialisti nei confronti della P.A. devono trovare un riconoscimento giuridico, anche con funzioni esclusive. Altre professioni sono riuscite ad ottenere riconoscimenti simili ed è pertanto doveroso provare ad ottenerle impiegando tempo e risorse.  Scelta imprescindibile per una vera riforma è adeguare l’oggetto della professione cercando di indicare in esso le nuove funzioni ed i nuovi compiti che il Dottore Commercialista è già chiamato a svolgere dai tempi e dal mercato. Le nostre proposte vertono anche sull’individuazione di alcune nuove funzioni, legate alle nuove tecnologie, che devono essere inserite tra le attività che possiamo svolgere.

Incompatibilità

Occorre definire con esattezza quali siano i limiti delle società di servizi in ausilio alla attività professionale affinché non diventino una modalità per stornare compensi da assoggettare alla contribuzione obbligatoria dei professionisti. Bisogna invece permettere lo svolgimento, in forme di società di capitali, di attività marginali che non abbiano ad oggetto le stesse attività previste dall’ordinamento professionale. Bene tutto ciò che va nel senso di avvicinare la determinazione del reddito delle stp a quello dei lavoratori autonomi e i conseguenti obblighi previdenziali di chi esercita la professione con questa modalità associativa, si potrebbe pensare alla costituzione delle reti professionali.

Circoscrizioni degli Ordini

L’associazione è contraria a qualsiasi proposta di accorpamento degli Ordini. Accorpare Ordini per avere istituzioni sempre più numerose allontana la “base” dall’Istituzione e dai rappresentanti e questo è un “disturbo” di cui la categoria soffre già, non dobbiamo certo allargarlo. Sarebbe invece opportuno ed utile studiare una rete di supporto agli ordini piccoli che garantisca loro servizi comuni a costi contenuti, consentendo loro aggregazioni volontarie per l’acquisizione dei servizi. Se la ratio della norma vuole essere un contenimento dei costi, questi devono essere ricercati in una spending review da attuare su tutti i costi del Consiglio Nazionale.

Composizione dei Consigli degli Ordini

Il sistema elettorale va modificato per garantire una maggiore rappresentanza alle minoranze ed evitare che una maggioranza ottenuta con uno scarto modesto di voti permetta la presenza dei rappresentanti di un’unica lista nel Consiglio. Bene l’equilibrio tra i generi è una battaglia che ADC persegue da tempo.

Limite ai mandati

Il limite di due mandati, anche non consecutivi, deve riguardare tutti gli Organi dell’Ordine ed essere tassativo, indipendentemente dall’aver rivestito o meno la carica di Presidente. Non riteniamo corretto l’impedimento al Consigliere di disciplina di candidarsi per il Consiglio dell’Ordine dopo aver terminato il proprio mandato.

Specializzazioni

ADC non è contraria alle specializzazioni ma ritiene che l’inserimento del titolo di specialista tra gli elementi obbligatori potrebbe creare un’eccessiva segmentazione delle funzioni, minando la  peculiarità della professione, divenendo discriminante nei confronti dei colleghi, che tale titolo non hanno, nonostante abbiano acquisito negli anni per esperienza e formazione, una solida conoscenza in alcune aree della professione. Se si desidera inserire ugualmente la specializzazione quale elemento distintivo del commercialista, è necessario preventivamente individuare le aree che caratterizzeranno le specializzazioni ed esse non dovranno in alcun modo essere tra quelle che hanno costituito sino ad oggi l’oggetto principale della professione;

Formazione

La formazione obbligatoria, ed in alcuni casi con obblighi distinti per lo svolgimento di specifiche attività o per il mantenimento dell’iscrizione in alcuni elenchi, non deve costituire un ostacolo allo svolgimento dell’attività o un balzello solo formale, deve essere seria, approfondita, in materie veramente qualificanti, non può costituire un business ma la risposta ad una necessità, ma ciò non deve essere visto come un ostacolo in più per chi è iscritto all’Ordine professionale.

La Giunta ADC